
Le località in Algeria
Informazioni su Algeria:
(estratte da Wikipedia)Motto: Dal popolo, per il popolo
Informazioni
Nome completo:
Repubblica Democratica Popolare di Algeria
Nome ufficiale:
Al Jumhūriyya al Jazā'iriyya
ad Dīmuqrāţiyya al-Sha'biyya
Lingua ufficiale:
Arabo, usati il berbero e il francese
Capitale:
Algeri (1.507.241 ab. / 1987)
Politica
Governo:
Repubblica
Capo di stato:
Abdelaziz Bouteflika
Capo di governo:
Ahmed Ouyahia
Indipendenza:
Dalla Francia il 5 luglio 1962
Ingresso all'ONU:
8 ottobre 1962
Area
Totale:
2.381.741 km² (11°)
% delle acque:
trascurabile
Popolazione
Totale (2002):
32.818.500 ab. (34°)
Densità:
13,3 ab./km²
Geografia
Continente:
Africa
Fuso orario:
UTC +1 (CET)
Economia
Valuta:
Dinaro Algerino
PIL (PPA) (2005):
237.684 milioni di $ (38°)
PIL procapite (PPA) (2005):
7.189 $ (88°)
HDI (2004):
0,728 (medio) (102°)
Energia:
0,08 kW/ab.
Varie
TLD:
.dz
Prefisso tel.:
+213
Sigla autom.:
Inno nazionale:
Kassaman
Festa nazionale:
1 novembre
L'Algeria è un paese dell'Africa del nord, appartenente al Maghreb, parzialmente occupata dal deserto del Sahara. La sua capitale, Algeri, è eccentrica rispetto alla totalità del territorio e si situa all'estremo nord. Secondo paese del continente per superficie, confina a nord con il mar Mediterraneo, mentre le frontiere terrestri si dividono con la Tunisia a nord est, Libia a est, Niger a sud est, Sahara occidentale, Mauritania e Mali a sud ovest, per terminare con il Marocco ad ovest. L'Algeria è membro dell'Unione Africana e della Lega araba praticamente dal momento della sua indipendenza dalla Francia nel 1962, e ha contribuito fattivamente alla creazione, nel 1988, dell'Unione del Maghreb Arabo (UMA).
Costituzionalmente, l'Algeria è definita come un paese arabo, berbero e musulmano.
Storia
Fino alla colonizzazione
Nella preistoria, la regione dell'Algeria era una savana, abitata da popolazioni di cacciatori, come attestano numerose pitture rupestri.
Successivamente si stanziarono nell'area antiche popolazioni berbere come i Numidi, i Mauri e i Getuli. La maggior parte delle informazioni che abbiamo su di essi provengono da iscrizioni funerarie di età romana, ma sono sopravvissute anche molte costruzioni indigene, come le cosiddette tombe a ciuffo. Più recenti (età romano-cristiana o epoche successive) sono invece i dolmen, i cromlech e i menhir.
Arco romano di Traiano
Gli antichi algerini comprendevano gruppi sia stanziali che nomadi, erano organizzati in tribù patriarcali e seguivano la religione animista. Come in altre parti dell'Africa (per esempio Mauritania e Numidia), le tribù si unirono formando talvolta veri e propri regni.
Dal V secolo a.C., i popoli dell'antica Algeria si trovarono coinvolti dall'avanzata romana; anche i Numidi, che opposero una strenua resistenza, caddero tra il 46 e il 44 a.C. sconfitti dall'esercito di Cesare.
Gli arabi giunsero per la prima volta nella zona nel VII secolo e non vi crearono insediamenti stabili fino all'VIII. L'influenza araba trasformò completamente la cultura della regione; si diffusero l'islam e la lingua araba, e in seguito l'Algeria conobbe (insieme alla Tunisia) il dominio di una sequenza di dinastie arabe: gli Aghlabiti (IX secolo), i Fatimidi (X secolo), e poi gli Hammaditi.
Fra l'XI e il XIII secolo l'Algeria divenne parte degli imperi nordafricani degli Almoravidi e Almohadi. Quando questi caddero regnò per qualche tempo una dinastia locale (gli Abd-al-waditi di Tlemcen), dopodiché (XVI secolo) l'Algeria divenne uno stato barbaresco dell'impero ottomano. Lo stato barbaresco di Algeri perdurò fino al XIX secolo; a questo stato si può ricondurre la moderna identità nazionale algerina (precedentemente, l'Algeria non aveva mai avuto sorti indipendenti dai vicini Tunisia e Marocco).
La colonizzazione francese
Bombardamento di Algeri nel 1818
I francesi iniziarono la conquista dell'Algeria nel 1830. Pur riuscendo rapidamente a occupare Algeri, dovettero poi fronteggiare trent'anni di ostinata guerriglia per giungere a controllare tutto il paese; il leader algerino Abd el-Kader, in particolare, oppose una strenua resistenza contro gli invasori europei. Nel 1857 cadde l'ultima regione indipendente, la Cabilia; altri piccoli focolai di resistenza vennero spenti nel decennio successivo, e nel 1871 l'Algeria francese era pacificata.
I francesi ebbero sull'Algeria un'influenza politica, culturale e demografica che ha pochissimi paralleli nella storia del colonialismo in Africa (tanto che nel 1947 l'Algeria sarebbe stata parificata al territorio metropolitano francese).
La decolonizzazione
Nel periodo della seconda guerra mondiale, come altrove in Africa, anche in Algeria iniziò a consolidarsi un sentimento nazionalista e indipendentista. Nel 1945, i primi moti furono repressi duramente dai francesi in Cabilia. La prima organizzazione indipendentista su vasta scala fu il Comitato Rivoluzionario d'Unione e d'Azione (CRUA), fondato nel 1954. Molti dei suoi membri (per esempio Ait Ahmed, Ahmed Ben Bella e Khidder) operavano dall'estero (per esempio dal Cairo) gestendo l'importazione clandestina di armi verso l'Algeria.
La guerra civile esplose il primo di novembre dello stesso 1954, allargandosi a macchia d'olio dalla Cabilia a tutto il paese. L'esercito indipendentista prendeva il nome di Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) e basava la propria azione (così come d'altra parte fecero anche i francesi in diverse occasioni) su azioni di guerriglia e di terrorismo.
Nel settembre del 1955, l'ONU iniziò a occuparsi della situazione algerina. L'anno successivo, si tenne un congresso nella valle della Soummam (in Cabilia) per porre le basi dell'Algeria indipendente. A questo proposito, Abada Ramdame (che aveva organizzato il congresso) espresse chiaramente la necessità di subordinare il potere militare a quello politico. Altri membri dell'FLN avevano però progetti diversi; Ramdane sarebbe stato assassinato nel 1958.
Nel 1956 furono arrestati diversi capi dell'FLN (tra cui Ben Bella, Hocine Ait Ahmed, Khidder, Bitat e Boudiaf). Nel 1957, una nuova azione di polizia (passata alla storia come battaglia di Algeri) fu intrapresa dai francesi per privare la ribellione dei suoi leader. La resistenza tuttavia rimase attiva sulle montagne.
Nel 1958, con il crollo della IV repubblica francese e l'ascesa al potere di Charles de Gaulle, la questione algerina giunse a una svolta. De Gaulle riconobbe pubblicamente il diritto all'autodeterminazione degli algerini, provocando tra l'altro gravissimi disordini e proteste da parte dei cittadini francesi in Algeria (le cosiddette "giornate delle barricate", del gennaio 1960). Ulteriori disordini fecero seguito agli incontri franco-algerini di Evian del 1961. Un movimento clandestino di chiamato Organizzazione dell'Armata Segreta (OAS) si oppose al Governo Provvisorio della Repubblica Algerina (GPRA) di Ferhat Abbas, mettendo in atto diverse azioni terroristiche. Il conflitto fra queste due formazioni si concluse il 19 marzo 1962 con un trattato firmato ancora a Evian.
In seguito a un referendum per l'autodeterminazione, tenutosi l'1 luglio 1962 con esito positivo, il 3 luglio la Francia dichiarò l'Algeria indipendente.
L'Algeria indipendente
Immediatamente dopo aver ottenuto l'indipendenza, l'Algeria fu scossa dai conflitti interni fra le diverse fazioni che aspiravano al potere (in particolare il GPRA e l'esercito partigiano controllato da Ben Bella). Nonostante questa crisi, il 20 settembre 1962 si tennero le elezioni per l'Assemblea Costituente, da cui uscì vincitore lo stesso Ben Bella, designato primo capo di governo dell'Algeria indipendente.
L'8 settembre 1963, l'Assemblea Costituente emise una nuova Costituzione in cui l'Algeria veniva dichiarata repubblica presidenziale, e Ben Bella divenne presidente. La manovra di Ben Bella fu vista da molte parti come il primo passo verso l'instaurazione di un regime militare. Un movimento armato ribelle, nato in Cabilia e guidato da Hocine Aït Ahmed, fu represso nel sangue. In seguito, Ben Bella mise in atto una serie di riforme di ispirazione socialista, tra cui la statalizzazione della terra.
Nel 1965, il colonnello Houari Boumedienne (ministro della difesa di Ben Bella) diede luogo a un colpo di stato a cui seguirono violenti disordini, arresti in massa di militanti di sinistra, condanne all'esilio e la nascita di nuove organizzazioni armate antigovernative. Un primo tentativo di rovesciare Boumedienne ebbe luogo nel 1967, ma non ebbe successo. Nello stesso anno, l'Algeria dichiarò guerra ad Israele, prendendo così parte nella guerra arabo-israeliana, anche se truppe algerine non entrarono di fatto mai in azione.
Boumedienne proseguì la politica socialista di Ben Bella, statalizzando l'industria petrolifera nel 1971, per poi sviluppare ulteriormente la riforma agraria e istituire un servizio di assistenza nazionale. Nel 1976, la costituzione venne modificata dichiarando ufficialmente l'Algeria stato socialista.
Alla morte di Boumedienne nel 1978 salì al potere Benjedidi Chadli, che instaurò un regime presidenziale con mandato quinquennale del presidente. Chadli (riconfermato nel 1984 e poi ancora nel 1988) mise in atto una politica più moderata dei suoi predecessori, cercando anche la riconciliazione fra i diversi gruppi politici algerini. Fece rilasciare Bella, e portò avanti accordi con la Francia per favorire il ritorno in patria di 800.000 profughi che avevano lasciato il paese negli anni precedenti. Nel 1989, la nuova costituzione introdusse numerose riforme in senso democratico; per la prima volta nella storia dell'Algeria indipendente, divenne possibile formare partiti politici (precedentemente, l'FLN era l'unico partito legale).
La guerra civile
Nel 1990, le elezioni amministrative furono vinte dal Fronte Islamico di Salvezza (FIS) di Abassi Mandani, che si aggiudicò anche il primo turno delle successive elezioni politiche (dicembre 1991). Con un brusco arresto al processo di democratizzazione messo in atto da Chadli, il voto sfavorevole all'FLN venne annullato. Seguì un nuovo periodo di repressione, censura dell'informazione, e arresti di natura politica, e il controllo del paese passò nelle mani di una giunta militare guidata da Muhammad Boudiaf, assassinato poi nel 1992.
Guidata da Ali Khafi, successore di Boudiaf, nel 1993 la giunta militare ha chiuso le relazioni diplomatiche con Teheran. Fra il 1994 e il 1996 il paese è stato scosso da numerosi attentati terroristici, la maggior parte dei quali indirizzati contro gli stranieri (furono uccisi, tra l'altro, molti preti cattolici).
Le elezioni del 1999 hanno visto la vittoria di Abdelaziz Bouteflika, tuttora presidente.
Geografia
Morfologia
Sahara algerino
Le dune di Issaouane fotografate dagli astronauti di una missione spaziale
I confini dell'Algeria includono un'ampia regione di Sahara, che in epoca coloniale ebbe una amministrazione indipendente. La zona più vitale del paese è certamente il Maghreb, che costituisce un settimo del territorio nazionale. Nel Maghreb confluiscono due sistemi di rilievi e pieghe, formatisi in due fasi dell'orogenesi alpina: l'Atlante del Tell e l'Atlante sahariano.
L'Atlante del Tell (detto anche Atlante Telliano o semplicemente Tell) risale al Pliocene. È costituito da diverse catene montuose discontinue, in cui spiccano massicci calcarei. Lungo la costa, le catene del Tell sono orientate da ovest-sud-ovest a est-nord-est e definiscono la morfologia del litorale, caratterizzato da promontori rocciosi e brevi spiaggie. Le massime cime del Tell si trovano nell'Ouarsenis (1983 m), nel Babor (2004 m) e nella Djurdjura (2308 m), che si ergono nelle zone della Piccola e Grande Cabila. Nelle zone più depresse del Tell ci sono zone pianeggianti; alcuni esempi sono la piana dietro Algeri, le pianure di Annata e Orano, la valle fluviale dello Cheliff.
L'Atlante Sahariano, più antico del Tell (Paleozoico), ha subito fenomeni erosivi più significativi e raggiunge quindi altitudini inferiori. Le brevi catene di Ksour, Amour, Ouled e Nanil non oltrepassano i 2000 m di altezza. Fanno eccezione i massicci dell'Aurès (2328 m) e dell'Ahaggar (3000 m). All'interno si trova una successione di altopiani che variano in altezza fra i 600 e i 1200 m; più estesi a ovest, a est si uniscono alle catene del Tell per proseguire verso la Tunisia. Geomorfologicamente, l'Atlante Sahariano è caratterizzato da uno zoccolo archeozoico di rocce cristalline (predominanti micascisti e gneiss). A più riprese il mare è penetrato nella zona, per cui le rocce più antiche sono coperte da strati sedimentari calcarei, arenarie e argille. Lo zoccolo cristallino emerge invece in corrispondenza dell'Ahaggar, che a tratti appare coperto da formazioni laviche basaltiche. L'importante degradazione meteorica subita dalla regione, e la conseguente frammentazione delle rocce superficiali, hanno portato a una morfologia desertica fra le più peculiari del mondo, con superfici rocciose erose dal vento (Hamad di Tademait) alternate ad aree sabbiose (Grande Erg Occidentale e Orientale) e ciottolose.
Idrografia
La rete idrografica algerina è quasi interamente limitata al Maghreb, e anche qui è piuttosto povera. I fiumi che sboccano nel Mediterraneo (per esempio Cheliff, Soummam, Oued el-Kebir) hanno corso perenne, ma sono piuttosto brevi. Gli altopiani sono spesso bacini chiusi endoreici e ospitano laghi salati, alimentati anche dai corsi d'acqua dell'Atlante Sahariano. Oltre ad alimentare i laghi salati dell'entroterra, i fiumi dell'Atlante Sahariano formano numerose oasi pedemontane.
Clima
Pur appartenendo all'area climatica mediterranea, il Maghreb esibisce le caratteristiche tipiche di questo clima solo sulla costa. Ad Algeri, per esempio, la temperatura media annua si aggira sui 18 C (media invernale 12 C, estiva 24 C) mentre presso l'alto Cheliff si registrano gelate invernali e temperature estive fino a 47 C. Le precipitazioni sono in gran parte determinate dall'interazione fra le masse d'aria oceaniche, umide, e quelle secche continentali, di provenienza sahariana. Sul versante esterno del Tell, in alcune zone, cadono fino a 1000 mm di pioggia annua; negli altopiani interni i valori scendono a 300-400, per risalire solo sui pendii dell'Atlante sahariano. Nella zona sahariana il clima è estremamente arido, con escursioni termiche sia stagionali che giornaliere fortissime. Le precipitazioni sono inferiori ai 10 mm annui, con poche eccezioni (per esempio l'Ahaggar, con 200 mm).
Temperatura e precipitazioni
Temperature e precipitazioni mensili
Organismi internazionali
Fa parte della Lega Araba (1962), dell'Unione del Maghreb Arabo (1989), dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (1969), del Movimento dei Non-Allineati e dell'OPEC (1969)
Pesca
Pescatore sulle coste algerine
Cultura
Lingue
Arabo. La lingua berbera è anch'essa "lingua nazionale" ma non ufficiale. Il francese non è ufficiale ma è usato spesso dall'amministrazione
Arte
I piu noti attuali pittori algerini, tali Mohammed Khadda, M'hemed Issiakhem ed i laureati del premio Abd-el-Tif d'Algeri, tra i quali Maurice Boitel, hanno contribuito al prestigio artistico del Algeria.
Politica
Abdelaziz Bouteflika
Presidente dell'Algeria
Siti archeologici
Djémila
Al Qal'a di Beni Hammad
Valle di M'Zab
Tassili n'Ajjer
Timgad
Tipasa
Jelfa
Kubr-er-Rumia
Mechra-Sfa
Medrasen
Città
Algeri
Abadla
Adrar
Aflou
Ain Beida
Ain Sefra
Ain Temouchent
Akabli
Amguid
Annaba
Aoulef
Arak
Arzew
Azzaba
Batna
Béchar
Bejaia
Ben Hairane
Beni Abbas
Beni Ounif
Berriane
Bir el Ater
Biskra
Bordj Bou Arreridj
Bordj Fly Sainte Marie
Bordj Omar Driss
Bordj Messouda
Bordj-Moktar
Bou Saada
Bougtob
Bouira
Boumerdas
Brézina
Charouine
Chenachane
Cherchell
Chetaibi
Costantina
Dellys
Djamaa
Djanet
Draa el Baguel
Ech Cheliff
Edjeleh
El Abiodh Sidi Cheikh
El Adeb Larache
El Agreb
El Alia
El Aricha
El Bayadh
El Boulaida
El Djelfa
El Gassi
El Goléa
El Homr - Fort Mac Mahon
El Kala
El Kentara
El Meghaier
El Oued
El Tarf
Figuig
Foggaret ez Zoua
Fort Miribel
Frenda
Ghardaia
Ghazaouet
Guelma
Guemar
Guerara
Hamaguir
Haoud el Hamra
Hassi Bel Guebbour
Hassi Messaoud
Hassi R'mel
Hirhafok
I-n-Amenas
I-n-Guezzam
I-n-Ezzane
I-n-Salah
Igli
Illizi
Jijel
Kepadsa
Kerzaz
Khemis Miliana
Khenchela
Laghouat
Lemdiyya
M'Sila
Maghnia
Mecheria
Meredoua
Messaad
Mestghanem
Metil Chaamba
Mila
Mouaskar
Naama
Negrine
Ohanet
Ouallene
Ouahran
Ouargla
Oued Rhioud
Ouled Djellal
Ouenza
Oum el Bouagul
Reggane
Relizane
Rhourd el Baguel
Saida
Sbaa
Sidi Bel Abbès
Sig
Silet
Skikda
Souk Ahras
Sour el Ghozlane
Stif
Tabelbala
Taghit
Tahifet
Tamanghasset
Tan Emelle
Tarat
Tazrouk
Tbessa
Telagh
Temacine
Ténès
Ti-n-Alkoum
Ti-n-Zaouatene
Tiguentourine
Tihert
Tilimsen
Timimoun
Timelaouine
Timmoudi
Tin Fouye
Tindouf
Tipasa
Tissemsilt
Tizi Ouzou
Touggourt
Zaouatallaz
Zarzaitine
Zelfana
Ziama Mansouria
Mari
Mare Mediterraneo
Fiumi
Amadror
Amded
Asouf Mellene
Cheliff
Chenachane
Daoura
Djaret
Djedi
Gur
I-n-Hibaou
I-n-Ouzzail
Ihirene
Ila ferh
Irharrhar
Mya
Namous
Oued el Hamane
Saoura
Zousfana
Tadjefaret
Tadjeraout
Takalous
Tamanrasset
Tanezzuff
Taremert-n-Akli
Tasendjanet
Tefessasset
Tekoujat
Tesaret
Thaiahrasset
Ti-n-Amzi
Tilia
Tirahart
Tlerh
Touil
Zazir
Laghi
Chott Ech Chergui
Chott el Hodna
Chott Melrhir
Chott Merouane
Sebkha Azzel Matti
Sebkha de Timimoun
Sebkha de Tindouf
Sebkha Makherrhane
Montagne
Afao (2158 m)
Djebel Aissa (2236 m)
Djebel Telertheba (2455 m)
Eglb Dersa (680 m)
Ifetesene (1680 m)
Massiccio dell'Aurés (2328 m)
Tahat (2918 m)
Tehi-n-Isser (2254 m)
Tahat (2918 m)
Voci correlate
Città_algerine
Maghreb
Cabilia
Arabi
Berberi
Primavera nera
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Collegamenti esterni
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Categoria: Algeria