Mek'ele (Etiopia)
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Informazioni su Mek'ele:
(estratte da Wikipedia)Mek'elē (in italiano nota come Macallé) è la capitale della regione del Tigray in Etiopia e sede del quartier generale della United Nations Mission in Ethiopia and Eritrea. Questa città si trova a circa 650 chilometri a Nord della capitale, Addis Abeba, alle coordinate 13°29′00″N, 39°28′00″E. Secondo il censimento del 1994 a Mek'ele abitavano 96.938 persone, cosa che rendeva la città la più popolosa del Nord dell'Etiopia.
Mek'ele venne fondata come sua città capitale da Yohannes IV nel IX secolo. Da allora è cresciuta fino a diventare uno dei principali centri economici dell'Etiopia con un grande e moderno aeroporto (che presto avrà l'accesso alle rotte internazionali). Inoltre la città possiede la maggiore fabbrica di cemento del Nord dell'Etiopia.
Il 5 giugno del 1998 la forza aerea dell'Eritrea bombardò la scuola Ayder di Mek'elē nel corso della Guerra Eritrea-Etiopia. Un monumento commemora questo evento.
Battaglia di Macallé
Dopo la sconfitta di Toselli all'Amba Alagi fu ordinato il ripiegamento di tutte le forze italiane comandate dal Generale Arimondi su Adigrat. Arimondi tuttavia decise di lasciare una guarnigione nel fortino di Macallé,composta da:
3 compagnie del 3° battaglione indigeni;
1 compagnia dell'8° battaglione;
1 sezione di 4 pezzi da montagna;
In totale c'erano 21 ufficiali, 170 soldati bianchi e poco più di 1000 ascari ad affrontare 20-30.000 abissini. A capo della guarnigione fu posto il Maggiore Giuseppe Galliano, il quale fino all'inizio dell'attacco etiope cercò di organizzare la difesa del forte completando la cinta delle fortificazioni, costruendo le rampe per i cannoni e ovviamente domandando continuamente rinforzi a Roma. Il 7 Gennaio 1896 60.000 abissini, comandati da Ras Maconnen, iniziarono l'assalto, che però venne respinto. Il giorno seguente l'attacco riprese con esito felice per gli etiopi che si impadronirono della fonte a cui si approvvigionavano gli italiani, mettendone in seria difficoltà la sopravvivenza. Nei giorni seguenti si susseguirono gli attacchi abissini finché il 19 gennaio il governo italiano ordinò a Galliano di sgomberare il forte e di arrendersi al Negus, nel frattempo sopraggiunto. Il maggiore obbedì abbandonando la posizione con gli ascari ben incolonnati, la sciabola sguainata e lo sguardo fiero.
Collegamenti esterni
(EN) Ethiopian Treasures - Emperor Yohannes IV Castle - Mekele
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