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Le località in Russia

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  • Informazioni su Russia:

    (estratte da Wikipedia)

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    Motto: 
    Informazioni
    Nome completo:
    Federazione Russa
    Nome ufficiale:
    Российская Федерация

    Lingua ufficiale:
    russo
    Capitale:
    Mosca  (10.415.000 ab. / 2005)
    Politica
    Governo:
    Repubblica semipresidenziale federale
    Presidente:
    Vladimir Putin
    Primo Ministro:
    Mikhail Fradkov
    Indipendenza:
    Dall'URSS, 24 agosto 1991
    Ingresso all'ONU:
    24 ottobre 1945 1
    Area
    Totale:
    17.075.200 km²  (1°)
    % delle acque:
    0,5 %
    Popolazione
    Totale (2006):
    142.400.000 ab.  (8°)
    Densità:
    8,3 ab./km²  
    Geografia
    Continente:
    Europa, Asia
    Fuso orario:
    UTC da +2 a +12
    Economia
    Valuta:
    Rublo
    PIL (PPA)  (2005):
    1.575.561 milioni di $  (10°)
    PIL procapite (PPA)  (2005):
    11.041 $  (62°)
    HDI  (2004):
    0,797 (medio)  (65°)
    Energia:
     ?  kW/ab.
    Varie
    TLD:
    .ru
    Prefisso tel.:
    +7
    Sigla autom.:
    RUS
    Inno nazionale:
    Inno della Federazione Russa
    Festa nazionale:
     
    1L'URSS era uno dei 51 Stati membri che nel 1945 diedero vita all'ONU.Il 24 dicembre 1991 il seggio dell'URSS viene occupato dalla neonata Federazione Russa
    La Federazione Russa (in russo Российская Федерация, Rossijskaja Federacija, /rʌs'sijskəjə fʲɪdʲɪ'raʦijə/, chiamata anche Россия, Rossija, /rʌs'sijə/) è uno stato che si estende tra l'Europa e l'Asia. Con una superficie di 17.075.200 chilometri quadrati, è l'entità statuale più grande del mondo. Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Bielorussia, Lituania, Polonia, Ucraina, Georgia, Azerbaijan, Kazakistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. È bagnata a nord ovest dal Mar Baltico, a Nord dal Mare Glaciale Artico, ad est dall'Oceano Pacifico e a sud dal Mar Nero e dal Mar Caspio.
    Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora uno stato con una forte influenza politica, specialmente all'interno della CSI, che comprende tutti gli stati dell'ex Unione Sovietica tranne la Lettonia, l'Estonia e la Lituania.



    Storia
    Popoli delle steppe
    Nei secoli precedenti la nascita di Cristo, le vaste terre della Russia meridionale erano abitate da una serie di popoli indoeuropei (di cui erano probabilmente la terra d'origine), come gli Sciti a cui si avvicenderanno i Sarmati e, nell'alto medio evo gli slavi. Tra in III e il VI secolo dell'era cristiana, le steppe subirono, a ondate successive, le invasioni di popoli nomadi, guidate da tribù bellicose che si dirigevano verso l'Europa occidentale. Fu il caso degli Unni e degli Avari. Un popolo turco, i Cazari, governò la Russia meridionale durante l'VIII secolo. Furono preziosi alleati dell'Impero Bizantino e condussero diverse guerre contro i califfati arabi.
    Rus'
    Una mappa approssimativa delle culture nella Russia europea al momento dell'arrivo dei Variaghi
    Dal VII secolo, gli Slavi costituirono la maggioranza della popolazione nella Russia occidentale e pian piano assimilarono le preesistenti tribù Ungro-Finniche, come i Merja, i Muromi e i Mesceri. A metà del IX secolo un gruppo originario dalla Scandinavia, i Variaghi, assunse il ruolo di élite dominante nella capitale slava di Novgorod. Anche se l'elemento etnico dei Variaghi si confuse abbastanza presto nella maggioritaria popolazione slava, la dinastia da loro espressa rimase al potere diversi secoli, durante i quali si affiliò alla Chiesa ortodossa di Bisanzio. La capitale venne trasferita a Kiev nell'882.
    In questo periodo, il termine "Rhos" o "Rus'" iniziò ad essere riferito ai variaghi e, in seguito, anche agli slavi che popolavano la regione. Tra il X e l'XI secolo la Rus' di Kiev divenne lo stato più grande d'Europa ed uno dei più prosperi, grazie alla sua posizione commerciale tra Europa ed Asia. L'apertura di nuove vie commerciali con l'Oriente al tempo delle Crociate contribuì al declino e alla frammentazione dello stato di Kiev nel corso del XII secolo, aggravatasi dopo la morte, nel 1132, del figlio di Vladimiro II Monomaco.
    Nei secoli XI e XII, le sempre più frequenti incursioni di tribù turche, come i Kipciachi e i Peceneghi, portarono le popolazioni slave del sud a spostarsi verso le regioni del nord, note come Zalesye. Gli stati di Novgorod e Vladimir-Suzdal emersero come eredi del Rus' di Kiev nei territori settentrionali, mentre il medio corso del Volga finì sotto il controllo dello stato islamico del Volga Bulgaro.
    I Tatari
    Come molte altre regioni dell'Eurasia, questi territori vennero invasi dai Mongoli, che nel 1240 distussero Kiev. Conosciuti più tardi con il nome di Tatari, i Mongoli avrebbero governato le zone meridionali e centrali dell'odierna Russia per circa tre secoli, tempo durante il quale i vari potentati locali sarebbero stati dipendenti del loro Khanato dell'Orda d'Oro. I territori delle odierne Ucraina e Bielorussia furono inclusi nel Gran ducato di Lituania e nella Polonia, fattore che differenziò ucraini e bielorussi dalle altre popolazioni russe.
    Come nei Balcani e in Asia Minore, il lungo governo dei nomadi avrebbe ritardato lo sviluppo economico e sociale del paese. Peraltro, Novgorod e Pskov riuscirono a ritagliarsi un certo grado di autonomia, che li preservò da molti problemi e molte atrocità del periodo. Nel XIII secolo, il signore di Novgorod Aleksandr Nevskij respinse gli svedesi e i cavalieri teutonici che cercavano di colonizzare la regione.
    La Moscovia
    Con Ivan I (1332 - 1341) il Granducato di Mosca si avviò a divenire il più importante principato russo. Contrariamente alla sua fonte d'ispirazione politica e religiosa, l'Impero Bizantino, lo stato russo incentrato su Mosca fu in grado di sopravvivere e di organizzare una propria riscossa, riuscendo infine a sottomettere i suoi nemici e ad occupare i loro territori. Dopo la Caduta di Costantinopoli nel 1453, la Russia moscovita rimase l'unico stato cristiano sulla frontiera orientale dell'Europa, facendo sì che esso, in qualità di Terza Roma, rivendicasse l'eredità dell'Impero Romano d'Oriente.
    Ancora sotto il dominio dei mongoli e con il loro assenso, il Ducato di Mosca iniziò ad affermare la sua influenza sulla Russia occidentale all'inizio del XIV secolo. Assistita dalla Chiesa Ortodossa Russa e dalla rinascita spirituale portata da San Sergio di Radonež, nel 1380 la Moscovia sconfisse i tatari nella Battaglia di Kulikovo.
    All'inizio del XVI secolo, lo stato moscovita riuscì a riprendere tutti i territori russi persi a seguito delle invasioni dei Tartari. Nel contempo, si riuscì pure a proteggere le regioni ai confini meridionali dagli attacchi portati dai Tartari della Crimea e dalle altre popolazioni turche. I nobili, a cui era concessa una tenuta dai sovrani, furono obbligati a servire nell'esercito. Il sistema delle concessioni diventò una delle basi dell'esercito nobiliare a cavallo.
    Russia Zarista
    Nel 1547 Ivan IV (detto il Terribile, 1533-1584) venne incoronato primo Zar di Russia, termine derivato dal latino Caesar. Durante il suo lungo regno, Ivan annesse gli stati islamici lungo il Volga e trasformò la Russia in uno stato multietnico. Ridusse il potere dei Boiari, ossia i signori feudali, dando inizio ad uno stato autocratico. Sotto Ivan IV la Russia si estese verso est a scapito dei Tartari occupando Kazan ed Astrakhan. Alla sua morte seguì un periodo di turbolenze dovute ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto ed anche all'ingerenza polacca. Nel 1613, con la salita al trono del primo dei Romanov inizia una nuova fase di potenziamento dello stato russo.
    Sotto il regno degli Zar, la Russia divenne una delle maggiori potenze europee, conosciuta come Russia Imperiale, ammodernata e sempre più espansa a ovest, a partire dal XVIII secolo. Comunque, all'inizio del XX secolo il potere della Russia stava scemando e nel contempo montava lo scontento fra la popolazione, a questo si aggiunga anche la sconfitta militare subita durante la prima guerra mondiale.
    Tutti questi eventi precipitarono drammaticamente nel 1917 quando la rivoluzione di febbraio, d'ispirazione borghese, spazzò via il regime zarista di Nicola II e la seguente Rivoluzione d'Ottobre portò al potere il partito bolscevico sotto la guida di Vladimir Ulianov detto Lenin.
    Gli anni che seguirono, fino al 1922, videro lo scontro tra l'esercito sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Lev Trockij ed i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate Bianche.
    L'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche
    Nel 1922 venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche abbreviata in URSS, in cui entrò a far parte anche la Repubblica Russa.
    Lenin soffrì una serie di infarti che portarono alla sua morte nel 1924. Dopo una breve lotta per il potere, la guida dell'Unione Sovietica venne consolidata nelle mani del dittatore Josif Dzugasvili, detto Stalin. Il regno brutale di Stalin costò milioni di vittime, tra le quali oppositori politici, noti o sospettati, e ufficiali militari che vennero giustiziati o esiliati in Siberia durante le Grandi Purghe degli anni '30.
    A seguito della vittoria Sovietica sulla Germania Nazista, durante la seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica si sarebbe sviluppata in una delle due potenze dominanti della Guerra Fredda, fungendo da principale avversario ideologico degli Stati Uniti. Le due nazioni ingaggiarono una lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956. I sovietici crearono il Patto di Varsavia per opporsi alla NATO, e le due parti si imbarcarono in una lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi nucleari.
    Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba, il leader sovietico Nikita Khruščёv quasi fece scoppiare una guerra con gli Stati Uniti, quando fece posizionare delle armi atomiche offensive a Cuba. I sovietici diedero anche il via alla corsa allo spazio lanciando lo Sputnik 1, il primo satellite a orbitare attorno alla Terra, e rendendo il Colonnello Jurij Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio.
    Crollo del comunismo e nascita della Federazione russa
    Alla fine degli anni '80, il leader sovietico Mikhail Gorbačëv introdusse delle riforme come la glasnost e la perestroika, ma queste misure non furono in grado di prevenire il collasso dell'Unione Sovietica, dopo un fallito colpo di stato militare nel 1991.
    La RSFS Russa dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno come Federazione Russa. In quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha da allora cercato di mantenere la sua influenza globale, ma è stata ostacolata da difficoltà economiche.


    Politica
    Cremlino

    Residenza del Presidente russo
    La Federazione Russa è una democrazia federativa con un presidente, eletto direttamente per un mandato di quattro anni, che detiene un notevole potere esecutivo. Il presidente, che risiede al Cremlino, nomina le più alte cariche ufficiali dello stato, compreso il primo ministro, che deve essere approvato dalla Duma, la camera bassa del parlamento. Se la Duma respinge per tre volte la candidatura proposta, il presidente può decretarne lo scioglimento. La Duma può approvare una mozione di sfiducia al governo a maggioranza assoluta, ma il presidente può manifestare il suo dissenso; se la Duma approva entro tre mesi un'altra mozione di sfiducia, il presidente può optare tra l'accettazione delle dimissioni del governo e lo scioglimento dell'assemblea. Il presidente può far passare dei decreti, senza il consenso del parlamento; è il capo delle forze armate e del consiglio nazionale di sicurezza. I forti poteri di cui è titolare hanno determinato una definizione della forma di governo russa come "presidenzialistica".
    La Russia ha un parlamento bicamerale. L'Assemblea Federativa o Federalnoe Sobranie consiste in una camera alta conosciuta come Consiglio Federativo (Sovet Federacii), composta da 178 delegati che prestano un servizio quadriennale (ognuna delle 89 suddivisioni amministrative ne nomina due), e in una camera bassa conosciuta, appunto, come Duma di Stato (Gosudarstvennaja Duma) che comprende 450 deputati, anch'essi in carica per quattro anni, dei quali 225 sono eletti dal voto popolare diretto su base maggioritaria, mentre gli altri 225 sono eletti con il sistema proporzionale da liste di partito a base nazionale.


    Geografia
    La Federazione Russa si estende su gran parte dell'area settentrionale del supercontinente Eurasiatico e per questo motivo conosce una grande varietà di paesaggi e climi. Gran parte del paesaggio consiste di vaste pianure, sia nella parte europea che in quella asiatica. Queste pianure sono predominantemente steppa nella parte meridionale, foresta a nord, e tundra lungo la costa settentrionale. Le catene montuose si trovano lungo i confini meridionali, come il Caucaso (che contiene il Monte Elbrus, il punto più elevato della Russia, a 5.633 m) e i monti Altai, e nella parte orientale, come il massiccio di Verkhojansk o i vulcani della Kamčatka. Degna di nota è anche la più centrale catena degli Urali, che forma la principale linea di demarcazione tra Europa e Asia.

    Volga
    La Russia ha una linea costiera di oltre 37.000 km, lungo il Mare Glaciale Artico e l'Oceano Pacifico, così come lungo i mari interni, come il Baltico, il Mar Nero e il Mar Caspio. Bacini più piccoli fanno parte degli oceani; Mare di Barents, Mar Bianco, Mare di Kara, Mare di Laptev e Mare Siberiano Orientale sono parte dell'Artico, mentre Mare di Bering, Mare di Okhotsk e Mar del Giappone appartengono al Pacifico.

    Le isole principali che vi si possono trovare comprendono: Novaja Zemlja, la Terra di Francesco Giuseppe, le Nuove Isole Siberiane, Wrangel, le Isole Curili e Sakhalin.

    Molti grandi fiumi scorrono attraverso le pianure per finire nei mari e negli oceani. In Europa ci sono il Volga, il Don, la Kama, la Oka e la Dvina settentrionale, mentre molti altri fiumi hanno le sorgenti in Russia ma scorrono attraverso altre nazioni, come il Dnepr e la Dvina Occidentale. In Asia si trovano: Ob, Irtyš, Ienissei, Angara, Lena e Amur.

    I laghi principali comprendono il Lago Baikal, il Lago Ladoga e il Lago Onega.
    Città della Russia
    Economia
    Centrale energetica a Mosca
    Più di un decennio dopo il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991, la Russia sta ora tentando di sviluppare un'economia di mercato e di conseguire una crescita economica più consistente. Dopo il 1991, l'economia russa, in precedenza pianificata e controllata dalle autorità centrali, subì una severa contrazione per cinque anni, mentre governo e parlamento non riuscivano a porre in essere le necessarie riforme e l'antiquata struttura industriale del paese affrontava un serio declino.
    La crisi
    Dopo l'era sovietica la Russia visse una prima, limitata ripresa nel 1997, in cui si mostrarono i segni di un'influenza del libero mercato. In quell'anno si verificò la crisi finanziaria asiatica che portò in agosto al deprezzamento del rublo e, nel 1998 al default del debito pubblico. A ciò conseguì la recessione, un forte deterioramento dei livelli di vita e un'intensa fuga di capitali all'estero.
    Ripresa
    Alexei Kudrin, Ministro delle finanze russo
    L'economia iniziò a riprendersi nel 1999, grazie alla debolezza del Rublo, che rese più cari i prodotti importati e incoraggiò la manifattura locale. In seguito, si entrò in una fase di rapida crescita, in cui il PIL è cresciuto del 6.7% in media annua dal 1999 al 2005, sulla scorta del rublo debole, di più alti prezzi del petrolio, della maggiore produzione industriale e una maggiore vivacità dei servizi. Il paese ha un forte attivo nella bilancia commerciale, grazie anche alle barriere protezioniste che, assieme alla diffusa corruzione, ostacolano le piccole imprese straniere ad esportare in Russia, senza consistenti appoggi in loco. Alcuni di questi ostacoli dovrebbero venire meno, a seguito dell'adesione della Russia al WTO. Nel 2004 la crescita del PIL è stata del 7,2 % e nel 2005 del 6,4 %. Attualmente quella russa è la nona economia del mondo e la quinta in Europa. Se venisse mantenuto questo livello di sviluppo, in pochi anni la Russia diventerà la seconda economia europea, dopo la Germania.
    La ripresa e i rinnovati sforzi governativi (nel 2000 e nel 2001) di avanzare sul terreno delle riforme strutturali, hanno aumentato la fiducia di imprese e investitori sulle prospettive della Russia. Il settore delle materie prime, come petrolio, gas naturale, metalli e legname, costituisce l' 80% delle esportazioni, con la conseguenza che il paese è fortemente vulnerabile alle variazioni dei mercati internazionali. Le esportazioni dell'industria militare, dopo un periodo di crisi, costituiscono ora la seconda voce attiva, dopo le materie prime. Negli ultimi anni, peraltro, un altro fattore positivo per l'economia è stata la crescita della domanda interna (del 12% annuo tra il 2000 e il 2005).
    Lo sviluppo del paese è stato estremamente disuguale: la regione di Mosca, in cui si concentra solo un decimo della popolazione complessiva, produce un terzo del PIL.
    Dati recenti
    Il PIL a parità del potere d'acquisto nel 2004 è ammontato a 1,5 trilioni di dollari.
    Nel 2005, secondo il servizio federale di statistica, il Prodotto interno lordo è stato di 765 miliardi di dollari (21,7 trilioni di rubli), equivalenti a 1,6 trilioni di dollari a parità di potere d'acquisto. L'inflazione si è attestata al 10,9%. Le uscite dello stato sono state di 215 miliardi di dollari. Il governo progetta di ridurre il carico fiscale, anche se la tempistica e la misura di tale riduzione non sono state ancora decise.
    Nel 2005 le esportazioni russe sono state pari a 241,3 miliardi di dollari, mentre le importazioni hanno raggiunto i 98,5 miliardi di dollari. Il conseguente avanzo di 142,8 milioni di dollari ha registrato una crescita del 33% rispetto a quello del 2004 (106,1 miliardi di dollari)
    Il 17 agosto 2006, le riserve in valuta della Russia ammontavano a 277 miliardi di dollari. A fine anno dovrebbero essere cresciute a 320 miliardi, e a 350-450 miliardi a fine 2007 .
    Grazie agli alti prezzi del greggio, nel 2005 le esportazioni di petrolio sono state pari a 117 miliardi di dollari e quelle di gas a 32 miliardi. Ciò significa che il petrolio e il gas hanno costituito da soli il 60% delle esportazioni russe nel 2005.
    Nel gennaio 2004 il governo ha formato un "Fondo di stabilizzazione", che raccoglie alcune entrate derivanti dall'esportazione di idrocarburi ed ha la funzione di bilanciare la volatilità del mercato petrolifero. Altro proposito è quello di evitare l'apprezzamento del rublo. Nel novembre 2006 il Fondo ha raggiunto il valore di 76,6 miliardi di dollari. Il paese ha pagato gran parte del debito estero che aveva con il Club di Parigi delle nazioni creditrici nell'agosto 2006, soprattutto attraverso il fondo di stabilizzazione. Al 1 ottobre 2006, il debito con il Club di Parigi ammontava a 1,9 miliardi di dollari, confrontati ai 23,7 miliardi al 1 luglio.
    Secondo l'ufficio federale di statistica, il salario medio nominale a giugno 2006 ammontava a 10.975 rubli (circa 408 dollari al valore nominale, 740 dollari a parità di potere d'acquisto), del 25,6 % più alto rispetto all'anno precedente.
    Problemi e prospettive
    L'Università statale di Tomsk
    Per molti osservatori, il problema principale dell'economia russa è quello di incoraggiare lo sviluppo delle piccole e medie imprese in presenza di un sistema bancario ancora giovane e spesso inefficiente. Diverse banche sono proprietà degli "oligarchi", ossia ricchi uomini d'affari collegati al potere politico, che spesso utilizzano il denaro dei depositanti per sostenere le loro aziende. La BERS e la Banca Mondiale hanno tentato di incoraggiare pratiche bancarie più moderne, ma hanno ottenuto un successo molto limitato.
    Altri problemi risiedono nella considerevole diversità di sviluppo tra le diverse regioni. Mentre nella regione di Mosca i livelli di reddito si stanno rapidamente avvicinando a quelli delle maggiori metropoli della zona Euro, gran parte del paese rimane indietro, soprattutto nelle aree rurali e in Asia. Fuori dalla regione moscovita, segnali di sviluppo e integrazione nel mercato si fanno sentire soprattutto nelle altre grandi città, come San Pietroburgo, Kaliningrad, Ekaterinburg e, più di recente, nelle aree rurali vicine ai grossi centri.
    L'arresto dell'oligarca Mikhail Khodorkovsky, per accuse di corruzione e frode riguardo alle privatizzazioni su larga scala effettuate sotto la presidenza di Boris Eltsin, contrariamente ai timori, non ha causato eccessive preoccupazioni degli investitori sulla stabilità dell'economia russa. Se all'estero si sono espresse preoccupazioni sull'applicazione "selettiva" della legge contro certi uomini d'affari, le azioni del governo in questo senso sono state accolte con favore dall'opinione pubblica russa. Peraltro, gran parte delle fortune ora in evidenza derivano spesso dall'acquisto di beni pubblici e concessioni governative ad un prezzo particolarmente basso.


    Incoraggiare l'investimento estero è un grosso problema, a causa delle particolarità russe in campo legale, culturale, linguistico ed economico. Nondimeno, negli anni recenti si è assistito ad un certo afflusso di capitali europei, attratti dai terreni a buon mercato, da un più basso costo del lavoro e da più altri tassi di crescita rispetto al resto dell'Europa.
    Del resto, l'elevato standard educativo raggiunto dalla maggioranza della popolazione (comprese le donne e gli appartenenti alle minoranze etniche), una mobilità sociale abbastanza elevata e le attitudini laiche rendono la Russia più simile ai paesi sviluppati che a quelli in via di sviluppo.
    Il paese ha beneficiato degli alti prezzi del petrolio ed è stato in grado di ridurre in maniera sostanziale il suo enorme debito estero. Comunque, il trasferimento dei proventi derivati dal commercio delle materie prime agli latri settori economici rimane un problema. Dal 2003, peraltro, il peso delle esportazioni di risorse naturali sull'economia si è ridotto in termini percentuali, grazie al rafforzamento del mercato interno, stimolato dal settore delle costruzioni e dai consumi. Se in buona parte del paese la domanda e l'offerta di consumo sono ancora molto semplici, nelle città maggiori il mercato si è reso più simile a quello dei paesi più avanzati, specialmente in campi come l'abbigliamento, il cibo e il tempo libero.
    Demografia
    La Russia è scarsamente popolata in rapporto alla sua enorme estensione; la densità della popolazione è maggiore nella parte europea della Russia, nella zona delle montagne degli Urali, e nella parte sud-orientale della Siberia. La Federazione Russa ospita molti differenti gruppi etnici e popolazioni indigene. Più dell'80% della popolazione è composta da Russi etnici, il resto comprende Baschiri, Ceceni, Ciuvasci, Cosacchi, Evenki, Tedeschi, Ingusci, Yupik, Ebrei, Calmucchi, Careliani, Coreani, Mordvini, Osseti, Taimyri, Tatari, Tuvani, Jakuti e molti altri.
    La lingua russa è l'unica lingua ufficiale di stato, ma le singole repubbliche hanno spesso reso il loro linguaggio nativo co-ufficiale con il russo.
    Il cristianesimo ortodosso è la principale religione ed è in continua crescita. In esso si riconosce il 30 % della popolazione. Vi sono minoranze di musulmani (10%), cattolici (4%) e altri cristiani (1%). Tuttavia, anche in conseguenza del passato regime comunista, il 55% della popolazione si dichiara non credente.
    Cultura
    La matrioska è una delle più conosciute espressioni artistiche e culturali della Russia
    Russi celebri
    Letteratura russa
    Poeti russi
    Danza russa
    Cinema russo
    Altri argomenti
    Cronologia delle polizie segrete sovietiche
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    (RU) Portale dei siti governativi ufficiali


    Suddivisioni amministrative della Russia

    1. Il 1 gennaio 2007, Evenkia e Tajmyria verranno unite al Krai di Krasnojarsk.
    2. Il 1 luglio 2007, Korjakia e l'Oblast di Kamčatka verranno unite per formare il Krai di Kamčatka.
    3. Il 1 gennaio 2008, Ust-Orda Burjatia sarà unito all'Oblast' di Irkutsk.
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