Le località in Turchia
Informazioni su Turchia:
(estratte da Wikipedia)Motto:
Informazioni
Nome completo:
Repubblica di Turchia
Nome ufficiale:
Türkiye Cumhuriyeti
Lingua ufficiale:
Turco
Capitale:
Ankara (3.582.000 ab.)
Politica
Governo:
Repubblica parlamentare
Presidente:
Ahmet Necdet Sezer
Primo Ministro:
Recep Tayyip Erdoğan
Indipendenza:
Impero Ottomano:1299 Repubblica di Turchia:1923
Ingresso all'ONU:
24 ottobre 1945 1
Area
Totale:
780.580 km² (36°)
% delle acque:
1,3 %
Popolazione
Totale (2003):
68.109.469 ab. (17°)
Densità:
86,2 ab./km²
Geografia
Continente:
Europa e Asia
Fuso orario:
UTC +2
Economia
Valuta:
Nuova Lira turca
PIL (PPA) (2005):
569.248 milioni di $ (19°)
PIL procapite (PPA) (2005):
7.950 $ (75°)
HDI (2004):
0,757 (medio) (92°)
Energia:
Varie
TLD:
.tr
Prefisso tel.:
+90
Sigla autom.:
TR
Inno nazionale:
İstiklâl Marşı
Festa nazionale:
29 ottobre
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all’ONU nel 1945.
La Repubblica di Turchia (in turco Türkiye Cumhuriyeti) è uno stato il cui territorio comprende l'estrema parte orientale della Tracia, in Europa, e la penisola dell'Anatolia, cinta a sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero, tradizionalmente considerata la propaggine più occidentale del continente asiatico. La Turchia confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria.
La Turchia si estende su una superficie di 780.580 km², e nell'ultimo censimento (2002) è risultata avere 67.308.928 abitanti, professanti perlopiù la religione musulmana; sono presenti piccole minoranze cristiane (soprattutto ortodosse, ma anche cattoliche) ed ebraiche, mentre poco diffuso è l'ateismo.
La capitale è Ankara, una delle tre grandi città turche insieme a Smirne (in turco İzmir), e Istanbul; quest'ultima è la più grande metropoli del paese, nonché maggior centro industriale e commerciale.
Lingua ufficiale è il turco, ma sono presenti moltissime minoranze linguistiche.
La moneta ufficiale è la lira turca. Il presidente della Repubblica Turca è attualmente Ahmet Necdet Sezer, mentre il primo ministro in carica è Recep Tayyip Erdoğan.
Geografia
La Turchia è due volte e mezzo più estesa dell'Italia, una penisola circondata dal Mar Nero a nord, dal Mar Mediterraneo a sud e dal mare Egeo a ovest. A nord-ovest invece si trova il Mar di Marmara. Il territorio asiatico confina con la Georgia, l'Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhchivan, l'Iran, l'Iraq e la Siria. La parte europea del paese, confina con la Grecia e con la Bulgaria.
La Turchia è occupata da un maestoso fascio di catene montuose che vanno da est ad ovest: i monti Pontici ((Karadeniz Sıradağları) e i monti del Tauro. La massima elevazione è raggiunta dal monte Ararat (5165 m s.l.m.); altre montagne sono l'Elmadag, il Karabuk e il Bozdaglar. La catena montuosa dell'Abant Daglari (altitudine massima 1.794 m) si trova nella parte settentrionale del paese. Tra le vette del paese va annoverato anche il vulcano Erciyes Dağı, oramai spento.
I fiumi più importanti sono il Tigri e l'Eufrate, a cui si aggiungono il Meriç, l'Ergene e il Gediz.
Il territorio si suddivide in tre diverse zone climatiche: sulla costa del Mar Mediterraneo si hanno estati molto calde e inverni miti, sulle montagne del Tauro il clima è più umido, mentre il resto del paese ha un clima più caldo e secco.
Storia
Età antica e Medioevo
La Penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità. Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni. Incorporata negli Imperi Persiano, Macedone, Romano e Bizantino, l'Anatolia ne seguì le vicissitudini, finché non fu invasa da tribù di etnia Turca a partire dall'XI secolo, a seguito della vittoria sull'esercito Bizantino ottenuta nella battaglia di Manzicerta dal condottiero Alp Arslan. I coloni Turchi furono presto unificati sotto il vessillo della tribù dei Turchi Selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione statale, distrutta però nel corso delle grandi invasioni Mongole.
La conquista ottomana
Nel corso del XIV e del XV secolo un'altra tribù Turca, quella degli Ottomani, riuscì ad ottenere nuovamente la preminenza in Anatolia, riuscendo ad imporre la sua egemonia non soltanto in Anatolia, ma anche in Grecia ed in buona parte della Penisola Balcanica, espansione coronata dalla conquista di Costantinopoli da parte del sultano Mehmet il Conquistatore (in Turco Fatih Sultan Mehmet).
Sotto i suoi successori l'Impero Ottomano continuò una politica di espansione che lo portò ad essere alla metà del XVI secolo, durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, la prima potenza militare ed economica dell'Europa e del bacino del Mediterraneo. Con Mehmet III (1566 - 1603) l'impero ricevette i primi insuccessi.
Fine dell'Impero e nascita della Repubblica
Immagine satellitare della Turchia
Iniziò però a questo punto una decadenza politica e militare dell'Impero Ottomano, etichettato ad un certo punto come Il malato d'Europa, che culminò al termine della Prima Guerra Mondiale con la sua dissoluzione, e la spartizione delle residue province da parte delle potenze vincitrici. In questo periodo venne portato a termine il Genocidio Armeno che determinò la scomparsa della minoranza Armena dall'Anatolia (diverse fonti concordano sul fatto che soltanto tra l'etnia Armena vi sarebbero state un milione e mezzo di vittime, sebbene ciò sia negato decisamente dagli storiografi turchi).
In questo contesto emerse la figura di Mustafa Kemal, un ufficiale del disciolto esercito Ottomano, eroe di guerra per il ruolo avuto nella battaglia di Gallipoli, che riuscì a coagulare attorno a sé un esercito di resistenza che con una serie di vittorie liberò la Penisola Anatolica dagli eserciti delle potenze occupanti. La Repubblica Turca fu quindi fondata nel 1923, e Mustafa Kemal ne divenne il primo Presidente, carica che mantenne fino alla morte; sotto la sua guida ed i dettami della sua dottrina, il cosiddetto Kemalismo, la Turchia venne trasformata in uno stato moderno e secolare, sullo stampo delle democrazie occidentali.
Tra le varie riforme effettuate da Mustafa Kemal sicuramente la più importante è quella linguistica (riforma linguistica turca), mediante la quale la lingua turca fu epurata dai prestiti arabi e persiani per introdurvi parole di origine turca o di nuova formazione. Importante fu inoltre l'adozione di una variante leggermente modificata dell'alfabeto Latino, più adatto alla lingua turca che, presentando otto vocali, mal si prestava ad essere scritta tramite l'alfabeto arabo. Durante la presidenza di Kemal venne inoltre imposto l'uso del cognome in sostituzione all'uso orientale del patronimico (per l'occasione il parlamento Turco onorò Mustafa Kemal con il cognome Atatürk, in Turco Padre dei Turchi), il suffragio universale esteso anche alle donne (che in molti paesi europei non godevano ancora di questo diritto). Mustafa Kemal inoltre, per modificare l'immagine del proprio paese, invitò il popolo a vestire abiti occidentali (senza tuttavia proibire l'uso di quelli tradizionali, fatta eccezione che per il fez, tipico copricapo turco che aveva sostituito il turbante nel XIX secolo).
Dalla seconda metà del XX secolo ad oggi
La Turchia non partecipa alla seconda Guerra Mondiale. Nel 1952 diviene membro della NATO, diventando uno dei paesi cardine dell'alleanza, con un esercito convenzionale secondo tra i paesi membri soltanto a quello degli USA. L'esercito Turco ha giocato un ruolo centrale nella storia moderna della Turchia, assurgendo a custode ultimo dei principi di laicità ed occidentalità, a volte arrivando addirittura ad interrompere la dinamica parlamentare con una serie di tre colpi di stato (1960, 1971, 1980) seguiti da brevi governi militari volti ufficialmente a ristabilire i principi del Kemalismo, in realtà, a parte il primo caso, a reprimere duramente l'opposizione sindacale e politica. Negli ultimi anni l'esercito Turco ha evitato il ricorso ai colpi di stato, però non ha mai rinunciato al suo ruolo di custode della Repubblica, come nel cosiddetto colpo di stato post moderno con cui alla fine degli anni '90 del XX secolo venne disciolto il partito islamico allora al governo. In particolare, lo Stato maggiore delle Forze Armate controlla le dinamiche politiche attraverso L'MGK (Consiglio di Sicurezza Nazionale), le cui "raccomandazioni" sono pressoché ineludibili da parte delle istituzioni politiche.
Gli ultimi governi della Turchia (paese membro del Consiglio d'Europa, paese associato alla Comunità Economica Europea dal 1963 e successivamente all'Unione Europea, con cui è in unione doganale dal 1996) stanno riformando ulteriormente lo stato per entrare nell'Unione Europea, a cui è ufficialmente paese candidato dal Consiglio Europeo di Helsinki del 1999. Nel 2005 sono iniziati ufficialmente i negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea. Tra i vari problemi da risolvere oltre che l'adozione dell'acquis comunitario, la questione del coinvolgimento Turco del Nord a Cipro del Sud, la cui parte settentrionale, sede di Repubblica Turca di Cipro Nord, fu protetto dall'esercito Turco dal 1974. La questione delle minoranze Curde, sfociata negli ultimi vent'anni del XX secolo in un'aperta ribellione del partito comunista kurdo PKK che considerato come gruppo terroristico dall'UE e dall'USA, contro la repressione dello Stato messa in atto con l'ultimo golpe, e continuata in maniera altrettanto dura fino ai nostri giorni; ma soprattutto contro la politica iniziata da padre dei turchi (Mustafa Kemal), che ha negato il diritto a parlare lingue diverse dal turco. Finalmente oggi questo non è più una questione visto che è entrato in vigore anche la liberta di parlare la madre lingua per tutti coloro che vivono in Turchia e non è più una questione del mancato diritto a professare ideologie come quelle anarchica e comunista. Infine la questione del mancato riconoscimento, da parte della Turchia, del Genocidio Armeno compiuto dall'Impero Ottomano nel 1914-1915. Paesi come La Francia (con 23 voti nel parlameto) e la Svizzera hanno inserito nelle loro costituzioni una legge contro coloro che negano il genocidio armeno.
Province
La Turchia è divisa in 81 province (in turco iller, al singolare il); il numero viene utilizzato anche nelle targhe.
Lingua
La lingua ufficiale è il Turco, usato perlopiù nella forma standard stabilita negli anni '30 del XX secolo nel corso della riforma linguistica della lingua turca e le forme dialettali da questa derivate; più rare, ma ancora presenti e variamente comprese, le varianti dialettali dell'Ottomano.
Altre lingue
Tra le altre lingue parlate, al giorno d'oggi sempre più come seconde lingue, tra le svariate minoranze presenti nella popolazione turca, ricordiamo l'albanese, l'arabo, l'armeno, l'avaro, l'azero, il bosniaco, il circasso, il cosacco, il daghestano, l'estone, il georgiano, il greco, l'ispano-giudeo, il kazaco, il kirghiso, il laz, il macedone, il polacco, il russo, il tedesco, il tartaro, il turkmeno, il turoyo (un dialetto della lingua aramaica), l'uzbeko e lo zazaki.
Discorso diverso per il curdo, parlato da qualche milione di persone, soprattutto nel sud-est del paese, e che rimane per molti la prima lingua, e per alcuni, specie anziani, l'unica lingua parlata.
Il greco pontico nell'area di Trebisonda (pontos, abbreviazione di pontos euxeinos, indica il Mar Nero in laz). Una versione moderna dell'aramaico è parlata in alcuni villaggi della Turchia centrale e meridionale; un dialetto arabo è diffuso a sud-ovest del Lago Van. Del gruppo delle lingue caucasiche del sud, il georgiano è ampiamente usate nel nord-est della Turchia come il circasso in alcuni villaggi geograficamente dispersi. Inoltre nel sud-est il kirmanch e il zazaki sono parlati come dialetti del curdo sebbene siano due dialetti significativamente differenti e spesso considerate due lingue diverse. In aggiunta sono parlati da piccoli gruppi altre lingue del ceppo turco. Una piccola minoranza ebrea di Istanbul parla ladino o giudeo-ispanico, e discende direttamente dagli ebrei fuggiti dalla Spagna nel 1492 che trovarono rifugio nella zona di Istanbul. Il professor Einar Haugen (1906-1994) della Norvegia ha studiato l'ekte gudbrandsdalmål - un dialetto parlato nella regione norvegese del Gudbrandsdalen - tra i Norvegesi immigrati nello Iowa, trovando tracce di reminiscenze del cretico e degli antichi dialetti spagnoli della Turchia, rendendo la zona estremamente interessante per le ricerche sul linguaggio e sull'antropologia.
Politica
La Turchia è una repubblica parlamentare sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1923, ed è stato uno dei primi paesi a concedere ai suoi cittadini il suffragio elettorale universale, benché fino agli anni '50 sia stata retta da un sistema a partito unico. L'attuale sistema legislativo unicamerale è entrato in vigore con la costituzione del 1982, che ha assegnato l'esclusiva del potere legislativo alla Grande Assemblea Nazionale Turca (in turco Türkiye Büyük Millet Meclisi, il cui acronimo è TBMM), composta da 550 deputati eletti ogni cinque anni con un sistema proporzionale corretto da uno sbarramento del 10%. Il potere legislativo della TBMM, dalla cui maggioranza viene eletto il primo ministro (in turco Başbakan), viene controbilanciato da quello del Presidente della Repubblica (in turco Cumhurbaşkanı), il quale, eletto ogni sette anni, ha ampi poteri di controllo e supervisione sia dell'esecutivo che del corpo legislativo. In ogni caso, una posizione privilegiata di controllo politico viene occupata dal MGK, il Consiglio di Sicurezza Nazionale, composto da molti militari (a seguito di una recente modifica costituzionale i militari non occupano più la maggioranza assoluta dei seggi del Consiglio, tuttavia i membri politici che lo compongono sono quasi sempre di origine militare). Il MGK, pur non occupandosi quotidianamente dei problemi della politica, si riserva il diritto di inviare raccomandazioni prescrittive a tutti gli altri organi costituzionali, su questioni che ritiene di rilevanza fondamentale per il paese. Questo significa che, di fatto, le Forze Armate hanno ancora il controllo delle grandi scelte politiche del paese. Negli ultimi anni la struttura politica e legislativa della Repubblica Turca è stata oggetto di riforme e ristrutturazioni, nell'intento di centrare gli obiettivi richiesti dall'Unione Europea nel quadro della strategia di preadesione. Per quanto riguarda la religione, la politica di Ataturk negli anni venti e trenta del sec. XX è stata volta a creare uno stato laico, liberando la società turca dagli "impacci" che l'Islam poneva (il velo, ad esempio); infatti tali impacci costituivano dei freni alla modernizzazione della società e dell'economia. Certa storiografia distratta ha definito "modernizzazione" anche riforme che più propriamente adrebbero definite "occidentalizzazione", come la decisione di passare dall'alfabeto arabo a quello latino, o la scelta di costruire un'amministrazione fortemente centralizzata, sul modello di quella francese. Nello stesso tempo Ataturk lottò con successo contro le minoranze religiose, rimuovendole dalla Turchia o con lo scambio di popolazioni (greci ortodossi in Turchia trasferiti in Grecia in cambio di turchi in Grecia trasferiti in Turchia), o con la violenza (armeni cristiani, anche se il genocidio degli armeni non fu promosso da Ataturk, ma avvenne nel 1915, sotto l'impero ottomano). Il risultato é che oggi il 98% della popolazione é musulmana. E' necessario ricordare che, nel cosiddetto "scambio di popolazione" con la Grecia, fu espulsa, senza troppi distinguo, anche la piccola comunità di Turchi di religione cristiano-ortodossa. Inoltre Ataturk costituì un direttorato degli affari religiosi, tuttora esistente e dotato di moltissimi dipendenti, avente lo scopo di controllare la vita religiosa del paese. Questo tipo di controllo ha avuto quasi sempre una direzione repressiva. Tuttavia, quando il fenomeno del comunismo ha vissuto periodi di fermento e di rinascita, i militari, autodichiaratisi depositari del kemalismo, hanno allentato la morsa del laicismo di stato per usare la religione in funzione anticomunista.
Cultura
Dervisci piroettanti.
Motto non ufficiale del paese: Yurtta Sulh, Cihanda Sulh (Pace a Casa, Pace nel Mondo)
Religioni
Musulmani sunniti e sciiti (alevi) 98%, cristiani 1%, atei e agnostici 1%.
Festività
29 ottobre (dichiarazione della Repubblica).
Voci correlate
Targhe automobilistiche turche
Alevismo
Chiesa cattolica in Turchia
Lista di dighe turche
Altri progetti
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Collegamenti esterni
La Turchia sul sito Turchia.Net.
Scheda della Turchia dal sito Viaggiare Sicuri - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI.
Gazete Giornali della Turchia.
Mappa della Turchia.
sul sito laturchia.it
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